martedì 6 agosto 2013

Altri gatti...


Il signor Bruto

Codino Cocò

Il Moretto


Palio del Golfo 2013




Si è svolta domenica 4 Agosto l'edizione numero 88 del Palio del Golfo. La gara è stata vinta nella categoria senior dal Marola perciò ripropongo questo articoletto che avevo scritto nel 2003 per la rivista "L'Arsenale delle idee" e che ora è più che mai attuale.
Evviva!




Cercando su internet la voce “Palio”, si trova un interminabile elenco di manifestazioni sparse per l’Italia che portano questo nome. Su tutte spicca il Palio di Siena, indubbiamente il più famoso, anche se, dal mio punto di vista, assurdo e cruento per il modo in cui vengono trattati quei poveri cavalli... Va bene, lo ammetto, sto cincischiando perché non so cosa scrivere sul Palio del Golfo. Intanto perché, in ambito locale, è già stato detto tutto e poi perché io non sono propriamente una tifosa pur abitando in una borgata. Non ho mai partecipato a una sfilata, né come organizzatrice, tanto meno come manifestante, perché non amo le carnevalate, sopratutto se avvengono sotto un cocente sole d’agosto. Ricordo di averne vista una soltanto, un po’ di anni fa, sotto l’ombra smunta di un arancio di Corso Cavour e di aver deciso di non vederne altre. Il Palio vero e proprio, invece, non me lo perdo. Però, siccome sono un’irriducibile snob con la puzza al naso, lo guardo in televisione. Chi me lo fa fare di partire nel primo pomeriggio, in un’ora in cui perfino le lucertole si nascondono, per andare a conquistarmi un posto in prima fila e poi mantenerlo fino a tarda sera? Nel mio giardino c’è un comodo lettino e un olivo ombroso, basta portare il televisore fuori e... il gioco è fatto. Forse, se avessi una barca...
Durante le gare preliminari mi annoio un po’ e ne approfitto per innaffiare i fiori, sbirciando lo schermo con falsa noncuranza ma, al momento del via, sono lì incollata e remo con i vogatori.
Sudo con loro e urlo con la folla, non riesco a tenere le gambe ferme e remo anche con i piedi. Insomma, mi stanco moltissimo.
Ma ecco che la barca del mio paese è in testa, i miei famigliari fanno il tifo, io no. Sto muta, mentre un brivido d’emozione mi scende per la schiena e mi fa venire la pelle d’oca. Che sta facendo quella barca? Non vorrà mica superarci? E no, non può passarci avanti. Lo speaker deve essere tifoso dell’altro armo perché continua a insistere che ci ha superato. Superato un corno: siamo primi. Forza ragazzi, siamo tutti con voi nel momento in cui tagliate il traguardo. Vedo amici e conoscenti che si buttano in mare, ridono, piangono, lanciano fumogeni. Fanno saltare la barca per aria... Io faccio finta di niente e vado a prendere la mia bandiera dal cassetto, l’appendo al balcone con noncuranza, come se fosse un dovere. Vedo che anche dagli altri balconi sventolano le bandiere con i colori della nostra borgata e mi sale un groppo di commozione. Poi sento che stanno tornando indietro a piedi, per festeggiare, alcuni fanno i caroselli col motorino. Cantano e suonano, fanno un casino infernale. Scendo sulla strada principale ad aspettare il corteo e, quando lo vedo sbucare da dietro la curva, mi spunta una lacrima in un angolo dell’occhio. La ricaccio furtiva e mi giro intorno per accertarmi che nessuno l’abbia notata. Ora il corteo mi sta passando a fianco, qualcuno dei miei conoscenti, in preda a un raptus, si ferma e mi abbraccia, altri salutano con la mano. Hanno lanciato un razzo in mezzo ai rovi che hanno preso fuoco...ci mancava anche un incendio stasera.
Mi accodo a quella massa saltellante e caotica e vado composta alla marina e poi nel cuore del paese, in quei vicoli che non ho più percorso dai tempi della scuola, su per la scalinata della chiesa, le campane suonano a festa... Stanno cominciando i fuochi d’artificio ma noi, stasera, non li vedremo. I flash delle macchine fotografiche, gli ex-compaesani che sono tornati apposta per l’occasione, il vino che scorre a fiumi e gli slogan che vengono scanditi, i balli improvvisati sui tavoli di legno...
Concedo un sorriso alla notte stellata.

Marameo! La tua borgata non ha vinto, la mia sì.


sabato 29 giugno 2013

Parco Naturale Regionale di Porto Venere

Torre Scuola

Isole e Costa

L'Isola del Tino

Tramonto su Porto Venere 

L'Isola del Tino


Questi luoghi meravigliosi sono stai dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1997.
Le fotografie sono state scattate da Edoardo Giavelli